Tecnologia
Metaverso: il non-luogo perfetto per fare training e formazione

Come il Metaverso e le ultime tecnologie potranno migliorare l’esperienza di formazione e apprendimento.

In un precedente articolo, abbiamo già affrontato il tema della realtà mista e la sua sostenibilità in termini di energia ed emissioni di Co2. Ultimamente sentiamo sempre più spesso parlare di Metaverso e dei suoi numerosi ambiti di applicazione, tra cui particolarmente interessante sembra essere quello della formazione.

Metaverso: definizione e ambiti di applicazione

Il termine “Metaverso” è stato originariamente coniato nel 1992 da Neal Stephenson nel romanzo fantascientifico “Snow crash” per indicare uno spazio tridimensionale online all’interno del quale persone fisiche possono muoversi, condividere situazioni sociali e interagire attraverso avatar personalizzati.

Questo spazio virtuale 3D progettato per vivere una realtà alternativa ha creato grande curiosità non solo nel mondo dei social network, della tecnologia software o dei videogiochi, come si potrebbe facilmente immaginare. Anche i brand di lusso hanno mostrato interesse verso il metaverso, creando esperienze di shopping virtuali o disegnando collezioni per gli avatar stessi. Interessante è anche l’approccio del mondo del banking, che ha messo a disposizione dei clienti uno spazio virtuale e personale dove incontrare il personale e parlare di affari e offerte personalizzate; ma anche quello del settore della cultura e dell’arte con musei, gallerie e case d’asta sempre più digitali e connessi.

Ma non è finita qui. Nel periodo più critico della pandemia da Covid-19, circa il 91% degli studenti di tutto il mondo (cioè 1,6 miliardi di studenti di 192 Paesi) hanno subito almeno una interruzione nel loro percorso didattico. Inoltre, anche i percorsi di formazione avanzata o di perfezionamento per i lavoratori hanno subito sospensioni o sono stati totalmente cancellati. Più avanti, la didattica a distanza e lo smart working hanno costituito strumenti indispensabili in un contesto emergenziale, ma hanno fatto emergere, allo stesso tempo, la necessità di accedere ad alternative ancora migliori, quali piattaforme più immersive facenti uso di tecnologie come i visori di realtà aumentata.

Il futuro della formazione passa dal Metaverso

In generale, la visione della scuola e della formazione si sta evolvendo, spostandosi non solo verso un ambiente virtuale ma che sia anche tridimensionale, per simulare alcune delle dinamiche della vita reale. Spazi di formazione più tecnologici, più innovativi, più adatti a capire le esigenze delle famiglie ma anche dei ragazzi, dei docenti e, in generale, di tutti i lavoratori. A cambiare non sono quindi gli obiettivi, ma gli strumenti messi a disposizione per discenti e professionisti.

Il metaverso sembra essere la scelta migliore per adeguare il settore educativo ai bisogni emersi negli ultimi anni, poiché permette l’incontro di numerose tecnologie immersive. Le tecnologie della realtà virtuale (VR) e della realtà aumentata (AR) sono già entrate a far parte di molti settori educativi e di formazione, consentendo di ridurre i costi e allo stesso tempo di migliorare l’esperienza degli utenti stessi. Basti pensare ad ambienti ultra specialistici come l’aviazione o l’automobilismo, nei quali i piloti riescono a sperimentare in sicurezza le procedure più rischiose o il funzionamento di modifiche aerodinamiche grazie ai simulatori.

Ma la spinta arrivata con la pandemia e dallo studio diretto che è stato fatto sui benefici che queste innovazioni portano all’insegnamento, sta di fatto ampliando le vedute su altri ambiti, come l’addestramento all’utilizzo di macchinari industriali o al rispetto delle procedure di sicurezza in contesti pericolosi quali ad esempio le profondità del mare o i viaggi spaziali.

Le simulazioni in AR e VR, inoltre, si sono rivelate utili per meglio apprendere le procedure operative, così come per l’apprendimento: seguire un corso a distanza, in streaming, non è efficace come farlo in presenza, ma indossando visori per la realtà virtuale si può riprodurre l’esperienza di una classe, facilitando la collaborazione tra gli alunni e tra insegnanti e alunni, ottimizzando l’attività didattica e favorendo la comprensione e la partecipazione.

Per la scuola è un nuovo mondo, l’esigenza di sviluppare, accanto a nozioni e conoscenze teoriche, anche delle competenze di natura pratica. Ed è questa la sfida che ci attende nei prossimi anni.

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